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Kugutsu
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mwcamwcqKugutsu (mwcg傀儡?, mwcwkugutsu, trad.: burattino, burattinaio) o mwdamwdqkairaishi (mwdg傀儡子?, mwdwkairaishi) è il nome generalmente attribuito alla prima comunità nomade di mweaburattinai conosciuta in mweqGiappone, collocabile nel mwegperiodo Heian.cite-ref-1[1] Era costituita in prevalenza da cacciatori che viaggiavano per il paese guadagnandosi da vivere in attività di intrattenimento, come le acrobazie, la magia e la manipolazione di burattini.cite-ref-7-2-0[2]cite-ref-3[3]
Le fonti descrivono le donne, mwiakugutsume (mwiq傀儡女?, mwigkugutsume, trad. anche come "prostituta"), come dedite all’arte del canto di mwiwimayō e mwjqsaibara, alla danza e al commercio sessuale.cite-ref-2-4-0[4]cite-ref-5[5] Vengono spesso nominate, e a volte confuse, con altre artiste e intrattenitrici sessuali del periodo, le mwlgmwlwasobi e le mwmashirabyōshi.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]
Contents
• Origini
• Note
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Origini
Tra gli studiosi non vi sono conclusioni condivise sull'origine dei burattini giapponesi, né sull'interpretazione della documentazione disponibile. Si ammette generalmente che essi fin dai tempi antichi venissero usati per scopi religiosi; in un'annotazione dell'VIII secolo il primo nome giapponese documentato risulterebbe essere mwpakugutsu, dall'etimologia incerta, attribuito anche alla comunità di nomadi che si distinsero nell'uso delle marionette a fini prevalentemente di intrattenimento, "come parte dell'importato mwpqmwpgsangaku".cite-ref-8[8]
Negli anni sessanta del Novecento, sotto la spinta degli studi sul mwrafolclore giapponese (mwrqminzokugaku (民俗学mwrgmwrw?) hanno ricevuto notevole impulso le ricerche su alcune popolazioni o gruppi marginali, tra cui i mwsqkugutsu e le mwsgasobi, oggetto di ulteriore approfondimento negli ultimi due decenni del secolo XX.cite-ref-kawashima-9-0[9]
Gli studiosi hanno generalmente collocato le origini dei mwuakugutsu intorno al IX secolo, ma secondo alcuni autori, come Hayashiya Tatsusaburō, questa popolazione nomade sarebbe esistita già nel mwuqperiodo Nara, decaduta dalla condizione di cacciatori o pescatori a quella di mwugkojiki (mendicanti).cite-ref-2-4-1[4]
Anche secondo Tsunoda Ichirō i mwwakugutsu sarebbero il frutto della crisi che avrebbe colpito una categoria sociale, quella dei contadini, caduti in miseria e impossibilitati a pagare tasse divenute troppo gravose; per Wakita Aroku essi sarebbero invece cacciatori e pescatori che vivevano in montagna e che si dedicavano alle arti dello spettacolo come modo per guadagnarsi da vivere.cite-ref-2-4-2[4]cite-ref-10[10]
Se Matsumae Takeshi ha sottolineato le somiglianze tra le tradizioni continentali delle marionette e quelle praticate dal mwzwkugutsu, la tesi più nota sull'origine non autoctona dei mwaakugutsu è stata sostenuta da Takigawa Masajirō, secondo il quale essi sarebbero giunti in Giappone dalla mwaqCina attraverso la mwagCorea, importando le arti apprese in Cina o in Asia centrale; questa conclusione negli anni ottanta del Novecento è stata contestata da Fukutō Sanae e Amino Yoshihiko, perché ritenuta frutto di mwawetnocentrismo e di pregiudizio anticoreano.cite-ref-11[11]cite-ref-2-4-3[4]
Nakayama Taro fu uno dei primi studiosi del XX secolo a svolgere uno studio su larga scala della storia della mwdqprostituzione in Giappone, esaminandone pratiche e status; egli ha sostenuto che nel periodo pre-Edo esse erano delle mwdgmwdwmiko, sacerdotesse al servizio delle divinità, un'ipotesi condivisa anche dal folclorista mweaYanagita Kunio, che, riferendosi alle donne mweqkugutsu, mwegukareme e mwewasobi, ha identificato le loro origini nelle mwfasciamane.cite-ref-kawashima-9-1[9]cite-ref-6-12-0[12] Usando burattini come Hyaku Dayū/Hyaku Kami, esse avrebbero introdotto la venerazione dei mwhqkami lungo le strade che percorrevano; il commercio sessuale sarebbe stato solo un complemento secondario della loro funzione religiosa.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] Anche secondo Gorai Shigeru i mwjgkugutsu eseguivano rituali sciamanici per garantire la prosperità, utilizzando statuine di legno che rappresentavano il dio da loro invocato.cite-ref-15[15]
Nel suo studio centrato sulla tradizione delle marionette dell'isola di mwlaAwaji, Jane Marie Law, concentrandosi sul mwlqteatro di figura giapponese come tradizione rituale, ha esaminato e interpretato i modi in cui gli antichi burattinai fungevano da mediatori tra il mondo umano e quello divino. La studiosa statunitense ha osservato come il termine di derivazione cinese mwlgmwlwningyō 人形 (burattino),cite-ref-16[16] affermatosi verso la fine del periodo Heian sui precedenti mwnamwnqhaniwa, mwnghitogata, mwnwkokeshi, kugutsu, sia formato da due ideogrammi: mwoanin 人“essere umano/persona” e mwoqgyō 形 “forma”. Nel contesto più ampio del giapponese rituale, mwogningyō è usato per riferirsi ad una vasta gamma di oggetti (ad esempio statuette, effigi, bambole, fantocci), sia statici che manipolati, che nella storia religiosa giapponese fungevano da dimora spirituale di divinità o spiriti evocati da figure sciamaniche, nei riti di pacificazione per allontanare le calamità, o da sostituto degli esseri umani nei riti di purificazione e guarigione.cite-ref-17[17]cite-ref-2-4-4[4] I primi burattinai erranti erano chiamati con diversi nomi: mwqwkugutsu e mwraebisu-mawashi, mwrqDōkunbō-mawashi, deko-mawashi, hako-mawashi, Sanbaso-mawashi, o semplicemente mwrgningyō-mawashi. Essi potevano compiere esorcismi e purificazioni e si esibivano davanti a un pubblico che comprendeva tutti i livelli della società, compresi l'imperatore e la corte.cite-ref-18[18]
Il mito di Hyakudayū
Alcuni studi hanno collegato l'origine dei burattinai itineranti conosciuti come mwxakugutsu al mito che ha per protagonista un pescatore chiamato Hyakudayū 百大夫, ritenuto loro antenato. Egli avrebbe raccolto alla deriva, tra le onde, un bambino di circa dodici anni, che si rivelò essere il dio mwxqHiruko (o Ebisu 恵比寿, tradotto "bambino sanguisuga")cite-ref-20[20], figlio primogenito degli dei della creazione mwygIzanami e mwywIzanagi, lasciato da loro alla deriva a causa del suo aspetto fisico: secondo il mwzamwzqKojiki egli era nato senza arti.cite-ref-21[21]cite-ref-22[22] Hiroku, dopo essere stato raccolto, avrebbe chiesto al pescatore di costruirgli un santuario, poi conosciuto come Nishinomiya, da cui sarebbe sorta l'omonima città, nel quale un officiante chiamato Dōkunbō 道薫坊 pronunciava gli oracoli del dio. Poiché alla morte di questi il luogo fu colpito da una serie di calamità attribuite a Hiruko, un editto imperiale ordinò che venisse scolpito un burattino a somiglianza di Dōkunbō. Hyakudayū lo realizzò, lo pose davanti al santuario e le calamità cessarono; alla sua morte il pescatore venne a sua volta divinizzato e venerato a Nishinomiya, e i pupazzi Dōkunbō divennero il suo corpo divino (mw1gshintai).cite-ref-23[23]cite-ref-3-24-0[24]
Questi fantocci vennero prodotti e diffusi nelle campagne dai burattinai itineranti (chiamati mw4aebisukaki o mw4qebisu-mawashi, vagabondi di Ebisu)mw4g, principalmente a Nishinomiya nella prefettura di Hyougo.cite-ref-25[25] Essi erano ritenuti degli specialisti del rito, in grado di mediare i poteri di Ebisu attraverso il burattino, trasformando il lato minaccioso e pericoloso del dio, incline ai disastri e alle maledizioni, in quello positivo, portatore di fortuna e buoni auspici.cite-ref-26[26]cite-ref-3-24-1[24]
Fonti letterarie
La fonte del periodo Heian sui mw8qkugutsu più famosa e dettagliata, sulla quale si basano le successive descrizioni, è il saggio mw8gKairaishikicite-ref-27[27] (傀儡子記, mw9wResoconto sui kugutsu, ca 1087), dello scrittore e poeta mw-aŌe no Masafusa, vissuto tra il 1041 e il 1111, autore anche di un saggio sulle intrattenitrici mw-qasobi, mw-gYujoki (遊女記), che, insieme al primo, ha reso la sua opera la fonte più completa sulla mw-wprostituzione nel periodo Heian.cite-ref-0-28-0[28]
In mwaqcKairaishiki riporta come i costumi dei mwaqgkugutsu fossero diversi da quelli del popolo giapponese, ipotizzando un legame con popoli nomadi giunti in Giappone dall'India attraverso la Cina e la Corea. Questa comunità di cacciatori e non di agricoltori, in quanto itineranti, secondo Masafusa non era sottoposta al controllo delle autorità provinciali e non pagava le tasse, non riconosceva la corte né temeva i funzionari locali: "vivono tutta la vita come vogliono":cite-ref-29[29]
«I kugutsu non hanno dimore fisse né nuclei familiari permanenti. Vivono in yurte con tende di feltro, si muovono seguendo l'acqua e l'erba, proprio come i barbari del Nord. Tutti gli uomini si destreggiano nel tiro con l'arco a cavallo e si guadagnano da vivere cacciando. Fanno roteare in aria coppie di spade, fanno i giocolieri usando fino a sette palline, fanno ballare burattini di legno di pesco e li fanno combattere tra di loro. Il modo in cui fanno sì che questi burattini si comportino come se fossero viventi assomiglia ai giochi di trasformazione dei pesci in draghi e bestie. Trasformano la sabbia e i ciottoli in monete d'oro e trasformano l'erba e i ramoscelli in uccelli e animali. Possono abbagliare gli occhi delle persone.»
(Ōe no Masafusa, Kuiriashi-no-ki)
Terry Kawashima ha notato come questa descrizione dei mwaq8kugutsu risulti direttamente influenzata da immagini usate nei testi storici cinesi; in particolare l'uso di cavalli e archi, le mwarayurte con tende di feltro, l'errare come mwaremizukusa wo oite mote ishi (inseguendo l'erba acquatica), ricorderebbero la raffigurazione di un equivalente popolo nomade, quello degli mwariXiongnu, raccontato nel mwarmmwarqLibro degli Han.cite-ref-4-30-0[30]
Le donne kugutsu
Anche la descrizione delle donne, secondo Kawashima, farebbe ricorso a mwasomwasstopoi letterari tratti da una fonte cinese del V secolo, che ritrae alcune intrattenitrici in modo bizzarro, lo mwaswHòu Hànshū 後漢書, 后汉书, mwas0mwas4Libro degli Han posteriori): sottili sopracciglia disegnate sul volto, il trucco con la "faccia triste", false lacrime e il sorriso "mal di denti" (mwas8teisho), camminata civettuola, piegata sui fianchi (mwatasetsuyoho). Così continua Masafusa:cite-ref-32[32]
«Si adornano con rossetto e cipria, cantano canzoni seducenti e suonano musica voluttuosa, perseguendo il piacere sessuale. I loro genitori e i loro mariti non le ammoniscono. Incontrano spesso viaggiatori, ma non esitano a trascorrere un'intera notte di piacere. I loro numerosi amanti le ricompensano con abiti ricamati, broccati, forcine d'oro e scatole decorate d'oro; non vi è una di loro che non si meraviglia e non li conserva»
Secondo Goodwin, rispetto all'altra categoria di donne, le mwatcasobi, anch'esse intrattenitrici sessuali, a cui Masafusa ha dedicato un altro saggio, le mwatgkugutsu sarebbero trattate in modo diverso, più come "avide prostitute, che sirene che deliziavano uomini di alto rango", un giudizio che la studiosa statunitense ritiene condizionato dai pregiudizi sociali nutriti nei confronti delle persone itineranti, senza fissa dimora, di cui esse rappresentavano una declinazione.cite-ref-33[33]
Il loro nomadismo, collegato all'instabilità e al commercio sessuale, compare come riferimento anche nellmwat4'mwat8Honchō mudaishi, la più grande antologia di poesie mwauekanshi del periodo Heian. Le mwaumkugustsu ritratte in mwauqKugutsu di mwauuFujiwara no Tadamichi, una delle sette poesie rivolte a questa comunità di nomadi, vengono commiserate per le loro vite effimere e tristi, destinate, nella vecchiaia, a veder sfiorire il proprio corpo, simbolo del precedente successo.cite-ref-5-34-0[34]cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]
«Nel suo periodo migliore, nella capitale fiorita, si crogiola nella sua fama e nei suoi favori /
negli anni del crepuscolo, in sua assenza, si prende cura della capanna dal tetto di assenzio.
I clienti in viaggio e i viaggiatori in cammino distolgono lo sguardo impietoso da lontano /
dai loro capelli bianchi e dal viso vuoto e rugoso.»
(Kugutsu di Fujiwara no Tadamichi (1097-1164), in Honcho mudaishi)
Ricercate, oltre che per la loro offerta sessuale, anche per le loro capacità canore, in particolare per l'esecuzione delle canzoni mwavqimayō che le rendevano parte attiva in diverse cerimonie religiose, alcune figure di artiste e cortigiane mwavukugutsu vengono menzionate in un'altra fonte del tardo periodo Heian, il mwavymwavcKonjaku monogatarishū (今昔物語集mwavgmwavk? lett. "Antologia delle avventure del passato e presente"), o mwavsKonjaku monogatari (今昔物語mwavwmwav0?), una raccolta di oltre mille racconti (mwav8mwawamonogatari), e nell'antologia di canzoni mwaweRyōjin hishō 梁塵秘抄口伝集 redatta dall'imperatore mwawmGo-Shirakawa con la collaborazione della sua insegnante di mwawqimayō Otomae 乙前 (1085-1169), collocata a volte tra le mwawyasobi, a volte tra le mwawckugutsu.cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]
A differenza sia delle mwaxumiko e delle mwaxyasobi, le mwaxckugutsu potevano vantare una tradizione di lunga data di trasmissione orale dellmwaxg'mwaxkimayō per linee di parentelamwaxo, che coltivavano con orgoglio e custodivano gelosamente.cite-ref-40[40] Secondo alcune versioni, nel tardo periodo Heian, acquisendo fama in questo genere musicale, alcune mwax8kugutsu si sarebbero stabilite in luoghi fissi, vicino alle stazioni dell'entroterra, soprattutto intorno ad Aohaka, Sunomata, Nogami e Akasaka nella provincia di Mino, tutte frequentate dai viaggiatori che si dirigevano verso lo snodo stradale di mwayaTosando.cite-ref-41[41]
Verso la fine del mwayyperiodo Kamakura, per ragioni ancora poco note, le cantanti mwaycimayō mwaygkugutsu svaniscono senza lasciare traccia.cite-ref-42[42]cite-ref-2-4-5[4]
Evoluzione nel teatro
Negli studi di storia del teatro i mwazgkugutsu, o mwazkkugutsu-mawashi, vengono generalmente descritti come i primi burattinai itineranti, una sorta di "zingari" che si esibivano nei santuari, nei templi, nei fiumi e nelle località marittime, nelle strade e all'esterno delle case.cite-ref-43[43]cite-ref-8-44-0[44]cite-ref-7-2-1[2] In molte stampe elemento comune è la scatola di legno che essi portavano al collo (mwaaykubi-kuke, appeso al collo), usata sia da custodia di trasporto delle marionette che da palcoscenico.cite-ref-45[45] Queste venivano manovrate da dentro la scatola attraverso dei fili (questo metodo veniva chiamato mwaassushikomi mwaawningyō), in modo che il pubblico non potesse vedere le mani; in alternativa i pupazzi venivano inseriti direttamente sulle dita, collocando la scatola dietro la schiena.cite-ref-1-46-0[46] Le percussioni di un tamburo portato sulla cinta avevano la funzione di chiamare a raccolta i bambini, annunciando il loro arrivo.cite-ref-47[47]
Nel mwabyperiodo Edo i burattinai venivano anche chiamati "gatti selvatici" (山猫, mwabcyamaneko o 山猫廻しmwabg, yamaneko mawashi) perché estraevano dalla scatola di legno piccoli animali come gatti o peluche.cite-ref-1-46-1[46] Altre fonti riportano che lo spettacolo offerto dai primi burattinai itineranti terminava sempre con l'apparizione improvvisa, sotto la scatola, della coda di una mwab0donnola, per spaventare scherzosamente i bambini.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]
Ancora nel XV secolo si ha notizia nei pressi del santuario di Nishinomiya dell'esistenza di un’associazione di burattinai, detti Ebisu-kaki えびすかき (恵比須舁), che si esibiva nelle case, manipolando con funzione augurale pupazzi del dio Ebisu; le figure di burattinai itineranti, che improvvisavano i loro spettacoli agli angoli delle strade, nei pressi di templi o santuari, persistono fino alla modernità.cite-ref-51[51]
È all'interno di questa tradizione di artisti che tra la fine del XVI e gli inizi del XVII sarebbe nato il mwadimwadmjōruri (浄瑠璃), risultato della fusione dello spettacolo di burattini, della tradizione dei cantastorie-cantori e della musica mwadqmwadushamisen,cite-ref-52[52] ed è sempre nella tradizione degli antichi burattinai mwadokugutsu che viene fatta risalire l'origine del teatro di marionette mwadsmwadwbunraku.cite-ref-0-28-1[28]cite-ref-53[53]cite-ref-8-44-1[44]
Posizione sociale
Secondo diversi studiosi i burattinai dall'XI secolo fino alla mwafaRestaurazione Meiji non avrebbero goduto di una buona posizione sociale e ne sarebbero prova il ritrovamento di burattini antichi in villaggi mwafesanjo in cui risiedevano le comunità fuori casta, e lo stesso termine mwafikugutsu usato nel linguaggio popolare per indicare anche le prostitute.cite-ref-54[54]cite-ref-55[55]
La studiosa Jane Marie Law, che attribuisce ai primi burattinai itineranti, per la funzione sciamanica svolta, una rilevanza significativa nella storia della religione giapponese, ritiene che essi avendo la responsabilità di "generare ordine dal caos e purezza dalla contaminazione", godessero di una notevole libertà di movimento, ma che in ragione della loro condizione di "stranieri" e di "outsider" rispetto alla vita delle comunità stanziali, e a seguito dell'evolversi del sistema di purezza rituale dominante del Medioevo, il loro status e la considerazione sociale di cui godevano abbiano subito nel tempo una ridefinizione in termini negativi.cite-ref-56[56]
Nel periodo Heian, precisa Law, erano due le figure di "specialista dei riti": il mwagemwagikannushi o mwagmshinshoku, un religioso incaricato della gestione di un santuario shintoista, e il mwagqwaza bito (artista), che comprendeva, tra gli altri, divinatori mwaguonmyoji, ballerini mwagynembutsu, burattinai mwagckugutsu-mawashi, ossia persone non facenti parte della gerarchia religiosa. I mwaggwaza-bito, secondo Law, finirono con l'essere emarginati e considerati socialmente pericolosi perché dotati di un potere che, per il loro stile di vita, in quanto "stranieri" e per lo più itineranti, suscitava timore, sospetto e diffidenza nelle comunità e nelle gerarchie religiose.cite-ref-57[57] In particolare i burattini con cui venivano identificati i mwag0kugutsu come gruppo sociale, rappresentando l'intersezione tra il mondo umano e il divino, avevano assunto, secondo l'autrice, un'eco potente e spaventosa: non erano solo dispositivi mimetici, ma costituivano un mondo parallelo, quello delle divinità ambigue, come Ebisu, con cui essi erano in contatto e di cui incanalavano la negatività con i loro rituali.cite-ref-58[58]
Per quanto riguarda l'evoluzione del sistema di mwahopurezza rituale, Law illustra come nel Giappone medievale esistesse una mappatura simbolica del paesaggio che localizzava i luoghi ritenuti impuri, condannando i loro abitanti ad essere stigmatizzati come persone da allontanare ed emarginare perché fonte di mwahskegare: gli alvei dei fiumi (mwahwkawara) e le zone periferiche chiamate mwah0sanjo, sorte come luoghi separati destinati agli attori, ai professionisti dello spettacolo, agli esecutori di rituali (musicisti, divinatori, burattinai) e a coloro che svolgevano professioni che comportavano il contatto con la morte e con il sangue (macellai, conciatori, custodi delle tombe, ecc.), generalmente collocati tra gli mwah4mwah8hinin, i fuori casta.cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]
Tra la fine dell'XI e il XII secolo i gruppi marginali della società, come mwaikkugutsu e cortigiane, divennero un diffuso soggetto nei testi letterari, specie mwaiokanshi e mwaiwmwai0waka.cite-ref-61[61] Tra queste fonti, una che insiste sull'itineranza e sulla devianza dei mwajikugutsu rispetto alle norme sociali è lmwajm'mwajqHonchō mudaishi, la più grande antologia di poesie mwajykanshi del periodo Heian, in cui i burattinai vengono definiti “vagabondi”, “imbroglioni e pazzi”, fuorilegge che “vagano in lungo e in largo”.cite-ref-5-34-1[34]
Circa un secolo prima, mwaj0Sei Shōnagon nelle sue mwaj4mwaj8Note del guanciale (枕草子mwakamwake?, mwakmMakura no sōshi, anno 1000 circa) aveva descritto i mwakqkugutsu (termine tradotto da Ivan Morris come "suonatori itineranti, menestrelli"), mentre svolgevano le loro attività di intrattenimento musicale all'interno del palazzo reale.cite-ref-62[62]cite-ref-63[63] Secondo Janet R. Goodwin, questo dimostrerebbe che non erano osteggiati,cite-ref-64[64] una tesi sostenuta anche dallo storico Amino Yoshihiko, secondo il quale i mwalekugutsu ancora nei secoli XII-XIII secolo erano, come gli mwalishokunin, membri accettati della società giapponese, possedevano terre, non erano considerati dei fuorilegge e potevano presentare denunce legali davanti alle autorità governative.cite-ref-65[65]cite-ref-66[66]
Nel mwalwperiodo Kamakura, tuttavia, sarebbero intervenuti dei cambiamenti, soprattutto a seguito del diffondersi dei principi buddisti legati all'impurità, una variazione rilevabile sia nelle fonti letterarie che nella legislazione bakufu. Le intrattenitrici mwal0kugutsu e mwal4asobi, in particolare, vennero stigmatizzate e definite persone "vili", contrapposte alle donne onorate; con riferimento alla professione svolta venne limitato il loro diritto ereditario.cite-ref-67[67]
Note
cite-note-1313. ↑ mwasw(mwas0mwas4JA) Yanagita Kunio, Ukareme 遊行女婦, in mwas8Yanagita Kunio zenshū 定本柳田国男全集, vol.mwata 8, Tokyo, Kōdansha, 1962.
cite-note-1515. ↑ mwato(mwatsmwatwJA) Gorai Shigeru, mwat0Asobi-be ko, in mwat4Bukkyo bungaku kenkyu, n.mwat8 1, 1963, pp.mwaua 33-50.
cite-note-1616. ↑ mwauq(mwauumwauyJA) mwauc人形, su mwaugjisho.unive.it. mwaukURL consultato il 4 maggio 2024.
cite-note-2020. ↑ Il dio Ebisu è solitamente rappresentato come una divinità grassa e spensierata con un pesce sotto il braccio
cite-note-2121. ↑ mwawi(mwawmmwawqEN) mwawumwawyEbisu, su mwawcbritannica.com. mwawgURL consultato il 2 maggio 2024.
cite-note-2323. ↑ mwaxi(mwaxmmwaxqEN) Judith N. Rabinovitch, Timothy R. Bradstock (a cura di), Honchō mudaishi 本朝無題詩 (Poems from Our Court Without Allusive Titles, 1162–64), Compiled by Fujiwara no Tadamichi and Others, in mwaxuNo Moonlight in My Cup, Leiden, Brill, 2019, p.mwaxy 366, mwaxcISBNmwaxg 9789004387218.
cite-note-2525. ↑ mwayu(mwayymwaycEN) mwaygmwaykEbisu, su mwayotraditionalkyoto.com. mwaysURL consultato il 2 maggio 2024.
cite-note-2727. ↑ Una lettura alternativa dei caratteri del titolo è mwazuKugutsu ki. Cfr.: mwazymwazcRuperti,mwazg p. 120; mwazk(mwazomwazsEN) David T. Bialock, mwazwmwaz0Eccentric Spaces, Hidden Histories: Narrative, Ritual, and Royal Authority from The Chronicles of Japan to The Tale of the Heike, Stanford, Stanford University Press, 2007.
cite-note-1-4646. ↑ mwa8i(mwa8mmwa8qJA) mwa8uA1-3-3 傀儡−人形遣い, su mwa8yarc.ritsumei.ac.jp. mwa8cURL consultato il 3 maggio 2024.
cite-note-4747. ↑ mwa8s(mwa8wmwa80JA) mwa84mwa88Yamanekomawashi/Yamanekomai, su mwa9akotobank.jp. mwa9eURL consultato il 3 maggio 2024.
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Voci correlate
• mwbhkTeatro di burattini
• mwbhsTeatro giapponese
• mwbh0Bunraku
• mwbh8Sangaku
• mwbieSciamanesimo
• mwbimProstituzione in Giappone
• mwbiuAsobi
• mwbicKegare